Newsletter

Il futuro passa per la formazione

Il futuro passa per la formazione

Solo un’impresa su tre, di micro, piccola e media dimensione, dispone di un piano formativo e appena una su cinque lo aggiorna con regolarità.

È uno dei risultati della ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano. Per la prima volta estesa alle microimprese, grazie al coinvolgimento, tra gli altri, di Fondartigianato. La scelta di ampliare l’analisi alle microimprese è legata al riconoscimento del peso che rivestono nell’economia del Paese: il 95% del tessuto produttivo italiano e un terzo delloccupazione privata deriva da imprese da 5 a 9 addetti. Il Fondo ha avuto un ruolo attivo nella fase di ricerca, che si è sviluppata nell’arco di otto mesi, fornendo al POLIMI materiale prezioso, a partire dalla banca dati alimentata da oltre vent’anni di progetti formativi. E dalle esperienze dirette di imprenditori che hanno avviato percorsi di formazione.

Il campione analizzato

Le imprese coinvolte nell'Osservatorio sono 1.100 e i risultati sono stati presentati a febbraio durante il convegno “La Formazione nelle MPMI italiane, analisi e prospettive”. La formazione è uno dei sessanta differenti punti di osservazione, oggetto di ricerca dalla POLIMI School of Management. A essere analizzati, tutti i temi chiave dell’Innovazione Digitale nelle imprese e nella Pubblica Amministrazione.

 

Formazione episodica

Dall’Osservatorio emerge che la formazione nelle micro, piccole e medie imprese italiane è riconosciuta come importante, ma resta spesso episodica e poco strutturata. Solo il 30 per cento, come si diceva, dispone di un piano formativo: il restante 70 per cento è rappresentato da imprese che intervengono solo in presenza di necessità contingenti o che non pianificano affatto attività formative.

Dialogo tra generazioni a singhiozzo

Sebbene il dialogo intergenerazionale sia riconosciuta come una risorsa importante per il trasferimento di conoscenze e competenze, solo nel 44 per cento delle MPMI le diverse generazioni collaborano adeguatamente e senza criticità. Il 43% riscontra qualche difficoltà, si legge nell’Osservatorio, con particolare riguardo al trasferimento di know-how dai lavoratori più anziani ai più giovani e alla scarsa motivazione dei più giovani ad acquisire conoscenze e competenze dai più anziani (19-23 per cento dei rispondenti). Seguono, per rilevanza, le difficoltà nel trasferimento da junior a senior. Ma non manca la resistenza dei più anziani ad apprendere dalle nuove generazioni (10-12 per cento).

Immagine1 max

Il tempo è una criticità

La mancanza di tempo è la principale difficoltà a formarsi, per le PMI e ancor di più per le MPMI (65 per cento). Naturale interrogarsi su cosa poter fare per risolvere questo problema, che rischia di aumentare il gap con le realtà più strutturate. In piccole realtà con risorse limitate, strutture poco articolate e sottoposte alla pressione della quotidianità è particolarmente difficile dedicare i propri collaboratori alla formazione. È tuttavia indispensabile dare continuità alla formazione per favorire la competitività, adattarsi ai cambiamenti, valorizzare il capitale umano e costruire imprese più attrattive nei confronti delle nuove generazioni, è la riflessione condivisa dal’Osservatorio.

immagine2 max

Poche risorse per la formazione

Dopo la carenza di tempo è la mancanza di risorse economiche (per le MPMI italiane al 20 per cento) uno dei principali ostacoli allo svolgimento di attività di formazione. Più di una MPMI su due ricorre esclusivamente a mezzi propri per finanziare la formazione. Tra le microimprese la quota sale al 71%, mentre solo il 12 per cento utilizza i fondi paritetici interprofessionali. Quest’ultimo aspetto accomuna piccole e medie, che segnalano un accesso limitato agli strumenti agevolativi. Le motivazioni vanno dalla scarsa conoscenza delle opportunità, alle difficoltà burocratiche, quando non anche alla mancanza di presidio interno o esterno dedicato alla gestione dei bandi.

L’Intelligenza Artificiale? “Non mi serve”

Nonostante la pervasività del tema, le competenze legate all’Intelligenza Artificiale non figurano tra le priorità formative delle MPMI. Solo il 4 cento delle microimprese ha avviato percorsi strutturati sull’IA. Poco più sopra le piccole (6 per cento), mentre nelle medie la percentuale sale al 20. Oltre sette microimprese intervistate su dieci (72 per cento) ritiene che non sia ancora il momento di investire in questo ambito. Le ragioni principali sono la convinzione che l’IA non avrà impatti significativi nel breve periodo e la mancanza di tempo e risorse. Questo aspetto chiama in causa tutti gli attori coinvolti nell’ambito della formazione, a partire da quella finanziata. Per sensibilizzare le micro imprese verso le opportunità di questi strumenti, e favorirne l’impiego nell’ottica di migliorare la competitività, Fondartigianato finanzia infatti, periodicamente, inviti articolati in linee dedicate, tra gli altri, agli strumenti innovativi, di prodotto e di processo.

Immagine3 max

Un cambio di paradigma necessario

La ricerca evidenzia una responsabilità condivisa e una direzione precisa di intervento. Le imprese devono rafforzare la capacità di pianificazione strategica della formazione, superando lapproccio per urgenze. Un aspetto sottolineato nella ricerca: per evitare frammentazioni e essere efficace, la formazione deve essere accompagnata da una visione. In questo senso Fondartigianato è un punto di riferimento importante, proprio grazie ai su citati inviti, pubblicati periodicamente, e articolati in diverse linee di intervento. Il contributo del Fondo nel finanziare la formazione continua delle micro e piccole imprese si basa inoltre su un accompagnamento  nellanalisi dei fabbisogni.

Il contesto della ricerca

In un contesto di grandi trasformazioni, che interessano i saperi  tecnologici, le tendenze demografiche e i modelli organizzativi, l’idea di formazione è chiamata a stare al passo. Non più ridotta a un adempimento o a una risposta contingente, deve evolvere verso un processo continuo e sistemico. Per le MPMI italiane la capacità di strutturare questo processo è una delle principali leve di competitività dei prossimi anni. È così che potrà oltretutto consolidarsi un dialogo intergenerazionale costruttivo. A fare la differenza, domani, sarà la qualità delle competenze costruite oggi.

Archivio Inviti
Archivio Inviti
Archivio Gare
Mappa della Trasparenza
Libreria Voucher a Catalogo
Libreria Voucher a Catalogo
Area Riservata CDA
Area Lavoro CdA